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March 03 La Fine Di QualcosaQui si chiudono queste pagine di vita. E già mi manchi, ma non dirò altro.
Tutto, sarebbe superfluo. Io non sono più io e non rovinerò anche ciò che ero. Hai tutto qui, indietro negli anni ma non forse nel cuore. Grazie di tutto. January 30 Crudele e S P L E N D I DO.Buttar giù un pò di tristezza, o nostalgia.
Di qualcosa, qualcuno, mentre fingono di dormire, e sognare. E nel silenzio notturno ritrovo un mondo diverso, fatto di vita, respiri, risate sommesse. Ed il sole ha salutato già il vecchio giorno, ricomparendo all'altro capo del mondo, e qui si sogna. Sogni inghiottiti dalla mattina e scomparsi nel tempo di una notte, poche ore per fuggire o ricomparire. Poche gocce ancora, le ultime forse rimaste.
Ho seguito la vita di una goccia che scivolando giù perdeva un pò di sè ad ogni tratto, morendo nella lunghezza d'un vetro appannato dal calore. Ed ancora, ho viste mille morti riflesse nel mio sguardo fisso, laconico. E la vita, è così che nasce, piena di sè, pronta a superare ogni ostacolo, per svuotarsi ad ogni passo e scomparire fingendo di non esser mai esistita, di non aver mai calpestato quei posti, mai amato per davvero. Amore davvero. La pioggia, come e nel tempo, non lascia traccia dietro di sè, in una calma apparente che solo il silenzio può comprendere. Colmare. Senza parole, nè gesti. Ma fuori non piove e nulla scompare. Ed ora. Perse.
January 15 Amore fatto di ventoInizio a non capire davvero come le coincidenze possano accadere solo ora.
Sempre creduto che gli occhi guardano ciò che vogliono guardare, QUANDO vogliono guardare, le orecchie sentire. Ma l'avrei sentita sempre, vista ovunque. Ed invece, da quando sei andato via non ho più pace ed il mondo mi stringe. La testa mi parla ed io non ascolto, non voglio farlo, sarebbe non da me. Ho sempre odiato la matematica eppure amato il latino. Come sempre, qualcosa che non va. Una parola non detta, un sogno dimenticato, una notte scivolata. Son stanca.
Lo ripeto da mesi eppure nessuno vuol credermi, nessuno sa credermi. Avrei potuto morire,sai, se mi fossi seduta, quel giorno, e chiuso gli occhi. Una ceneriera ancora sporca, un cd nello stereo, la nostra foto dopo anni sempre presente, un vita ancora da vivere.
Oh bimbo niente cambierà ciò che sei per me. E quando le parole avranno riempito il mio libro, volterò l'ultima pagina e con un cenno d'assenso cercherò le risposte alle domande che non mi pongo. Ogni giorno è solo un giorno, ed ogni lacrima è solo un dolore. Forse non sei cambiato, ora che sei lì, ovunque tu sia, fra le nuvole o gli abissi.
Ora è presto, ma è già tardi e tremo. Siedi con me, versami del vino e parliamone. Fatti guardare un altro pò, solo un altro pò. Ti chiedo perdono per qualcosa che non ho fatto e ti concedo il perdono per qualcosa che non avresti mai voluto fare. Ma non capiscono, e tu, tu lo fai? Tu mi guardi, mi ascolti, mi respiri quanto io respiro te? Sale fin su alla gola, e brucia maledettamente. "Non so più fare, come se non fosse amore" La zingara aveva un trucco mal celato. Muore nei miei occhi un altro giorno e si spengono le luci nel riflesso della mia anima.
Tornerai? Hai fatto un bel casino stavolta, sai.
January 12 Il fondo è sabbia, e le mie mani affondano"Ma...
Non Lo So Direeeee" E sarà sempre troppo tardi, quando ti vedrò. Sarà sempre troppo presto, quando il sole risorgerà. Dimmi che ci sei, ti seguirò.
"E il vero amore può nascondersi, confondersi ma non può perdersi mai." December 30 Ed ho ripreso le lettere scritte a metàE quando poi mi guardo intorno e vedo tutto vuoto, tutto morto, eppure così mobile, così... così vivo. E forse sono io ad aver perso la vita dentro la tua morte. O forse non ce l'avevo neanche prima e l'appiglio a cui mi aggrappavo è scivolato via.
Quella sensazione come sentirsi vivi, dov'è, quelle emozioni di cose semplici, di cose grandi, dove sono, dove sono. Sono i momenti più tristi quelli in cui mi manca la forza e vorrei piangere, solo piangere, piangermi addosso, sul mondo, sulla mia vita, sul mio passato, ed invece sotto le note sento solo i tasti sbattere continuamente contro le mia dita.
Vorrei avere almeno un desiderio da realizzare, ma non riesco più a toccare il cielo. Cosa pagherei per una lacrima.
Non ho neanche quelle. Vuoto. Vuoto assoluto. C'è eco in me mentre la voglia di combattere va giù, giù oltre l'arcobaleno dei miei sogni, inquadrato e vuoto. Vorrei non capire. O vorrei farlo. Immagino di mettere in ordine lettere a caso e formare le parole giuste. Poi fisso lo schermo e rivedo pensieri detti e ridetti, scritti e ripetuti, dentro e fuori.
Resti con me, stanotte? In silenzio, senza parlare, senza gesticolare i tuoi perchè, senza chiedermi di perdonarmi, resta con me. Ho cercato di trovarti oltre quei colori, ma la realtà è che navigo nel vuoto, potrei cadere o volare, se solo esistessero punti di riferimento, come un pavimento, come una nuvola, come l'arcobaleno, come... l'arcobaleno.
Comprate la mia vita, e forse neanche svenduta potrebbe bastare a qualcuno, al più povero degli uomini.
Guardando coi miei occhi, toccando con le mie mani, ma non sentendo col mio cuore, non sentendo col mio cuore. Non potrebbe essere sopportato il silenzio rimbombante della mia anima. E solo tu sai come vivo, come "v i v o". Comunque, vale poco oramai, poco prima, poco dopo, solo Dove Sei.
Potrebbe bastare, o forse NO, Dove Sei?
Dillo nel vento, disegnalo nelle nuvole.
Ma non sento, ma non vedo. Mi stai ammazzando senza tendermi la mano.
Ricordi ancora cos'eravamo? E quante risate... quanti giorni, quanti sorrisi gettati nel silenzio di Noi. Ti aspetterò fino a domattina, nell'alba dei tempi, ti prenderò la mano e ti seguirò, in attesa di spiegazioni, per questo nuovo mondo.
Vuoi vivere in me, per sempre? Vuoi restare con me?
Non sono poi così tanto vuota. E quella volta in cui tenendomi le spalle volevi che ti guardassi negli occhi e mi rendessi conto che eri lì?
Dove sei, dove sei. Non puoi avermi fatto questo, tu non l'avresti mai fatto.
Sta per finire quest'anno e tu resterai qui, ed io sento di morire.
Tu resterai in quelle date, tienimi le spalle, potrei non sapere che sei qui.
C'era qualcuno che si chiama come te, nel dire il tuo nome ad alta voce ho sentito il respiro mancarmi, la tosse ragiungere il cervello, la gola seccarsi, lo stomaco fare un balzo in avanti, il sesso e non l'amore.
Ho avuto paura degli sguardi altrui, indagatori, curiosi della mia possibile reazione.
Ho avuto sollievo e paura di morire lì terra mentre le ultime lettere del tuo nome morivano nelle mie labbra, in un sospiro che non spirava. E tu hai spirato, tu lo hai fatto e sembra proprio che tu non voglia ritornare alla vita, come nel più idiota dei film potrebbe accadere.
Mi hai aperta dal primo dei centimentri all'ultimo ed ora la cicatrice sanguina senza esser viva, nella normalità di un dolore che fa la crosta senza sanarsi.
Posso sempre usare quei 9 numeri per chiedere una mano? Sì posso, posso, solo che lo chiederei a qualcun altro, dall'altra parte del filo, dall'altra parte della cornetta, nello stesso sconforto. Che qualcuno mi dica che sei qui, che qualcuno mi dica che sei qui. December 29 Silenzio. ...
Ho pregato Dio, la notte di Natale, oltre la rabbia, l'ipocrisia e la tristezza ho pregato Dio.
Non ho più nulla da chiedergli, ora. Ho chiuso il conto con lui, chiesto il mio ultimo desiderio, salutato. Ciò che sarà, sarà da me, per me, con te, in te, in me, per te. In lontananza si sentono ancora gli odori dei Natali del mondo, dell'aria più dolce, più triste, più laconica. Mentre qui accanto c'è un immenso vuoto che non so più come colmare, che i giorni non possono più riempire. Sì, come va la? Sei felice?
O sei infelice, triste, senza pace. Come qui, come sempre, vorrei tagliare a pezzi l'anima di questo mondo e rivendicarti. Sarebbe stato il più bel regalo di Natale sentire una tua carezza nella notte, col dubbio del sogno o della veglia, della paura e della speranza, delle lacrime mentre i rumori, i suoni, gli odori, non hanno nulla a che fare con la realtà. Tutti cerchiamo un pò di felicità, io mi chiedo solo dove TU SIA. Mi bruciano le parole e muoiono sulle labbra, cancellate dalla scia della pioggia della mia anima.
Sta scendendo la notte, Angelo, Angelo Mio, veglio su di te. Mai così debole ed imbattibile.
Sei chiuso nel profondo più immenso che al mondo il tuo Dio sia mai riuscito a creare ed inciso sullo scrigno sempre aperto c'è il tuo nome, non composto da lettere, ma da sensazioni, da emozioni, da immagini, da amore, amore, amore se è amore resterà amore.
Apro gli occhi, mi rigiro, un senso di te, il sapore di ciò che sei su di me, richiudo gli occhi, senza voler sapere piango, la rabbia scompare lasciando il posto alla paura, il sogno è finito e tu non ci sei. Tu sei lì e vorrei alzare il rumore del sole per stordirmi, per non vedere, per non sapere. Eri tutto ed ora non so dove sei, con chi sei, cosa respiri, cosa tocchi, non so chi sei. Prendo un respiro mentre attorno tutto gira come una malinconica giostra d'inverno.
Non ci sono bambini su, non visibili, tutti fantasmi, tutto merito del santopadredaringraziare. Potrei vedere tutto, potrei chiudere gli occhi ed ascoltare anche una silenziosa musica suonata nell'aria da un'intera orchestra anch'essa fantasma su un palco abbandonato e mai costruito nel paese dei Balocchi, dove tutto attira e tutto ammazza. Non ricordo quali fossero le domande a cui non ho mai avuto risposta, ma ricordo le risposte a domande che fingevo di ignorare. December 23 Ti sto pensando, tu sei lontano, come stai? oggi che fai? Io ti sto scrivendo... ma non mi basta... ti voglio Qui... che voglie' e t'astregner'a me.Quanto vorrei scrivere qui qualche parola per te, per raccontarti di me, per dirti come mi va questa vita, per ridere e spiegarti che male fa la tua assenza da qui. A volte mi sembra di poter toccare il Tuo Pensiero, di poterlo stringere fra le mani, di poter osservare i tuoi occhi, disegnare il contorto delle tue labbra, o di poter accarezzare i tuoi capelli, poi apro gli occhi, è notte, e sono sola coi miei desideri.
9 numeri mai dimenticati, un consenso tacito, una risposta implicita ad una domanda COSì superficiale. 9 numeri mai Scordati.
Ed il sorriso di chi non sa, ma sente. E quando ti riimmagino così, sento tutto morire dentro me, perchè non capisco cosa voglia dire.
Se solo io capissi, se solo io capissi. Forse saresti felice, se ci vedessi, così, senza tempo, con un amore che non trova limiti, nè confini, fra vite disparate fra loro, fra mondi diversi e così uniti, così unici. Assieme nel dolore. Arriverderci Angelo Mio. A rivederci, non è un Addio, ma
Una Promessa
Una promessa DI quelle che si mantengono, te lo giuro Angelo, te lo giuro, Silvio.
E se così non dovesse essere, non lo saprò ed andrò pensando di venire da te, e non lo saprò, non lo saprò mentre sorriderò l'ultima volta. Ieri parlavo di te, raccontavo di te, di noi, fra le risate, fra gli occhi un pò lucidi, sentivo il sapore di te nell'aria, come se il tempo fosse un boomerang, come se potesse tornare indietro e colpirti, ed allontanarsi ancora come un gioco.
Che bei disegni nella mia testa, che bei contorni, su di me. Forse sorrideresti, vedendoci, tesoro. Forse sorridi December 20 Tu sei sempre TuE' sceso un velo di tristezza nei miei occhi, una tristezza che non mi da speranza d'andar via, non finchè non passeranno questi giorni. E quasi vorrei chiedere alla gente perchè s'emoziona nell'aspettare questo Natale, quasi con aria arrogante e volgare vorrei chieder loro cosa CAZZO abbiano da festeggiare? Ma so che in realtà non importa poi molto dei dolori, ognuno ne ha di propri e nessuno è più importante di un altro. Non ci resta che fingere, ahimè, che ci sia qualcosa da festeggiare. Si son spente le luci del sole, anche stasera, stasera che poi non posso nascondermi, nè rintanarmi nel mio stupido mondo, quel mondo in cui cercare ciò che vuoi è possibile senza pazzia. Ed invece porto con me una fotografia, un cuore malandato e qualche spicciolo in tasca. E forzo quanto più posso i muscoli deboli e stanchi del mio viso. Così da far fuoriuscire quella smorfia così tanto apprezzata. Mentre io penso a quanto siano gli idioti e li conto sul calendario, ringrazio del complimento e sorrido di più. Felicità. Voglio nascondermi oggi. Non voglio che nessuno mi veda, avrei dovuto fare più foto, penso. Avrei dovuto, voluto, avrei anche potuto.
Ma ora che potrei, dovrei, vorrei solo volere. Mi vibra lo stomaco mentre ingoio il magone che fuoriesce dagli occhi e cerco qualcosa qui dentro, per sopravvivere, anche oggi, così come domani. Mentre la follia avanza vedo immagini di te sparse nel mondo, negli angoli e sotto i divani.
Vorrei che piovesse, vorrei che cadesse tutta la pioggia che gli angeli hanno lassù. Vorrei avere un motivo che non sia una scusa per nascondere il viso nel cuscino e non sentirmi in colpa per aver mentito, solo perchè non trovo forza oggi, giuro. All'altro mondo fra un giorno o fra cent'anni, un giorno o cent'anni., un solo giorno ed una sola vita. "Oh tofee.. tofee.. tofee.."
Puoi passarmi l'asciugamano, puoi farlo, puoi darmi una mano? Puoi svegliarti, ora?
Oh... se solo potessi sussurrare il tuo nome mentre la tua testa è poggiata sul cuscino e... svegliarti piano Pì...
Svegliati altrimenti ti odierò tutta la vita, perchè io ce l'ho, perchè io CE L'HO. Inizio già ad odiarti perchè mi manchi. Perchè stai facendo passare troppi minuti, prima di svegliarti. Io non ci credo. Voglio averti qui, domani. Oh vorrei perdere il senno, la ragione, LA COSCIENZA e riaverti qui. December 14 Chissà se ridiMi sembra tutto fuori posto, in questa giornata uggiosa. Mi sembra tutto illogico, insapore, tutto inutile. "Devo avere proprio un'aria stupida" Poche parole, pochi pensieri, o forse tanti, forse troppi, forse troppo, il prezzo. Quando le labbra sembrano immobili e non riusciresti a sorridere neanche se usassi le forze che hai, tutte. Quando tutto potrebbe prender fuoco e lo sguardo non si scomporrebbe, se solo sapessero, se solo sapessi cosa farne, cosa farne, amore a m o r e.
La mia abitudine di perder senso, o solo coscienza, o solo quello sciogliere il masso della compostezza, sta per pesare sugli organi non molto vitali, o forse sì, credo di sì, ma ancora mi chiedo cosa importi. Sto perdendo questi anni, che non tornano, che son preziosi, che non recupererò. Se solo sapessero, se solo potessero mai capire. Ma non importa, no non importa. Importa della tua vita, dei tuoi respiri, delle tue risate, chissà se ridi, chissà se ridi. Ma se poi tutto questo scompare, no non importa. Quante lune son passate, mentre aspetto un angelo scendere? Quanta pioggia ancora ci mandan giù, mentre contribuisco incessantemente a bagnare questo mondo? Potrei giurare di non sentire più il mio cuore battere, mentre fisso la luna e conto le stelle. "Le parole che NON TI HO DETTO". Quelle magiche, quelle magiche.
E' come se ripetendo possa io dare più impronta ed importanza. E' finito tutto. E' finito tutto. E' finito tutto. E' finito tutto. E' finito tutto. Ma forse l'essere laconici renderebbe l'idea più pesante di quanto non lo sia, mentre aspetto, aspetto. Mentre fingo di aspettare, come se dovesse giungere un angelo dal cielo e portarmi con sè. Cammino su di un campo di calcio bagnato dalla pioggia o dal mio dolore, non importa, no non importa, con gli occhi fissi sui miei ricordi disegnati in terra e le mani che non si stringon più a pugni, per non scoppiare. Cammino ridisegando una vita di cui non sento più il sapore, l'odore, il senso, l'estremo senso, il senso. Cammino giungendo al bilico di uno strapiombo che immenso si estende ad un passo di me. Mentre fisso il vuoto non è cambiato nulla dal campo, solo immagini fisse, immobili, scomposte, confuse, del senso, del senso. Le labbra sono ancora intorpidite mentre potrei chiedermi se per piangere il viso deve per forza contrarsi, mentre calde scendono giù. Come perder gli occhi in un punto comune, un angolo di tv o una foto che ti sbatte in un tempo lontano, troppo vicino, da tutto ciò che sei, e che nessuno sa, nessuno sa. Vorrei scuotere il capo, so che non serve rigirare il coltello, ma riesco solo a scrivere. December 11 Se chiudo gli occhi: Dove Sei.Oh... sembra davvero esserci qualcosa di morto, qui dentro. Oh Angelo, non lasci spazio in questi occhi e neanche lo sai. C'è una canzone senza note, in questo cielo che continua a piangere più di me oramai, mentre domani per la prima volta sfiorerò le tua labbra.
Il sangue ha perso il suo calore semplicemente scorrendo lungo la ferita che non ha più margini, nel tempo che non si conta e nei ricordi che disegnano il tuo profilo in ogni angolo. L'orologio ha perso le sue lancette e mentre va avanti, torna indietro senza aver ritegno per noi, qui. Dove tutto è possibile, dove voltandosi è possibile riconoscere la tua sagoma senza sgomento. Eri nelle mie mani, e per la prima volta inizio a capire. O forse ad annullare. Piove inesorabilmente in questo pomeriggio che non ha visto luce, che potrebe esser notte se solo lo volessimo, mentre nessuno segna la data giusta, o quella sbagliata, senza punti. "E adesso che sei Dovunque Sei chissà se ti arriva il mio Pensiero..." Tutto assume le dimensioni reali, quelle dei film che finiscono male, che finiscono finendo anche quel pò d'amarezza che ancora c'è da regalare.
Ma se ci fossi ancora tu, questo disegno si animerebbe ed io potrei ancora credere. Ma ora che non ci sei, ora che non tornerai.
"Così sola da provare il panico, e c'è qualcun altro qui con me... sai com'è... manchi TE..." Mentre mi volto e sei qui, scuoto il capo per non sentirti parlare, per fingere che tu non stia salutando. Mentre le mie mani ti regalano questa vita le allontani ed io ancora mi volto e nego. Ma se tu fossi qui, se tu fossi QUI. Quante bugie sto raccontando a me stessa... ed ora che so quale sarebbe il regalo di Natale che potrebbe davvero rendere tutto magico, ripenso a Pasqua e poi ricordo che indietro non si torna. Come fa freddo mentre qui si forma ghiaccio su ghiaccio, come un'eterna condanna. "Ok, te ne vai?"
Ho paura dei giorni che passano e mi allontanano da Te, da Noi, domani nasceremo. Ma quali ricordi benedetti, ti voglio qui. Non ha senso mentre i pensieri si affollano e sembra di partorire mentre un'unica lacrima sale dal cuore agli occhi e attraversando quest'anima vuota, come un coltello, lascia tutto distrutto dietro sè. "Se vuoi andare vai." Fra le lenzuola apparivano immagini di te e stringendo gli occhi cercavo di non morire, o di farlo in definitiva. Secondo dopo secondo, scivolano via, un attimo è un'eternità. Un attimo e tu non ci sei più. "E te ne vai con La Mia Storia Fra Le Dita..." Con una folata di vento vai via, cadi sul cemento in un impasto che sa di urla e sangue... non ti alzi più.
Ogni volta che rimango con la testa
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